Dal 3 all’11 ottobre 2026 torna la Fiera di Scandicci, giunta alla sua 160ª edizione, con il titolo Autentica per natura.
Le previsioni parlano di circa 500mila visitatori e di oltre 300 espositori, distribuiti su 25mila metri quadrati complessivi, 12mila dei quali coperti. Numeri che restituiscono la dimensione di un appuntamento che, nel tempo, è diventato anche una vetrina per il sistema economico locale.
Il programma ufficiale è stato presentato nel corso di una conferenza stampa in Comune, al quale era presente per Confcommercio la responsabile della delegazione territoriale Valentina La Mafla.
La novità più significativa dell’edizione 2026 è il nuovo padiglione centrale di 800 metri quadrati in piazzale della Resistenza, concepito come spazio di incontro e rappresentazione della città. Qui troveranno posto iniziative culturali e istituzionali, progetti legati alle politiche del cibo e alla biodiversità, il nuovo Distretto biologico del territorio fiorentino e, soprattutto, il ritorno dell’artigianato di qualità.
La collaborazione con le associazioni di categoria punta a trasformare il padiglione in una vetrina per competenze e produzioni locali, mettendo in relazione imprese, istituzioni, associazioni e pubblico. Un modello che guarda alla Fiera non soltanto come luogo dove vendere o esporre, ma come occasione per costruire relazioni, rafforzare la reputazione delle attività e rendere più visibile il patrimonio di competenze presente sul territorio.
Accanto al nuovo spazio resteranno le tradizionali aree tematiche: “Abita”, “Automotive”, “Expo”, “Gola Gioconda” e “Pet”, alle quali si aggiungono street food e ristorazione.
È sul terreno della valorizzazione delle filiere agroalimentari locali che si inserisce l’appuntamento curato da Confcommercio: venerdì 9 ottobre alle ore 19, nello spazio eventi di piazzale della Resistenza, è in programma “A un tiro di vite: calici a km 0”, talk dedicato al vino e al rapporto tra produzione locale, qualità, cultura gastronomica e filiera corta.
A coordinare l’incontro sarà Andrea Ticonosco, presidente della delegazione Confcommercio di Scandicci-Piana Fiorentina e titolare dell’enoteca L’Angolo del Vino di Scandicci.
Il programma mette attorno allo stesso tavolo competenze diverse ma complementari. Ci sarà Roberto Moretti, patron di Podere Casaccia, azienda agricola biodinamica sulle colline di Scandicci, che porterà la prospettiva del produttore e il racconto di una realtà agricola profondamente legata al territorio. Interverrà inoltre la nutrizionista Valentina Guttadauro, autrice di A tavola con la nutrizionista, per affrontare il rapporto tra alimentazione, consapevolezza e piacere della tavola.
Il talk sarà seguito da una degustazione di vini selezionati, accompagnati dalle proposte gastronomiche del ristorante Il 7 e l’8 di Scandicci, di Tiberio Paltinean e Marco Vinattieri.
La degustazione è a pagamento e a numero chiuso, con prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: 338 327 7053 – info@langolodelvinoscandicci.com
Il programma della Fiera evidenzia una trasformazione del concetto stesso di manifestazione fieristica. La componente commerciale rimane centrale, ma viene affiancata da cultura, intrattenimento, sostenibilità e iniziative capaci di intercettare nuovi pubblici.
Nell’area eventi di piazzale della Resistenza torna la rassegna curata da Andrea Satta, con Stefano Fresi, Ascanio Celestini e Piero Pelù.
La sindaca di Scandicci Claudia Sereni sottolinea così il valore economico e territoriale della manifestazione: “La Fiera è uno degli eventi chiave con cui Scandicci si presenta e si racconta – afferma –. Per questo abbiamo scelto di farne sempre più uno spazio aperto, capace di evolversi e di rappresentare la città nella sua complessità. Da una parte le nostre imprese, il commercio, l’artigianato e le eccellenze del territorio; dall’altra la cultura, la sostenibilità e la capacità di parlare alle nuove generazioni. Poi, con la Fiera, torneremo a raccontare il nostro territorio attraverso le sue tante anime. Sarà un luogo di scambio, di conoscenza e di dialogo, dove valorizzare il saper fare, la creatività e l’eccellenza delle produzioni, mettendo in rete istituzioni, associazioni di categoria e mondo produttivo. Una città autentica per natura è anche capace di cambiare e guardare al futuro”.