“La Piana fiorentina non può diventare il dormitorio turistico di Firenze”. È questo l'allarme lanciato da Valentina La Malfa, responsabile della delegazione Confcommercio Scandicci e Piana Fiorentina, sul tema della crescita degli affitti brevi e sulle possibili ricadute che le nuove regole introdotte nel capoluogo potrebbero avere sui Comuni della cintura fiorentina.
“Oggi nella Piana il fenomeno non presenta ancora le dimensioni che conosciamo a Firenze – sottolinea La Malfa – ma proprio per questo è il momento di intervenire, senza aspettare che eventuali squilibri si manifestino. La stretta sugli affitti brevi introdotta dal Comune di Firenze rischia infatti di spostare progressivamente il fenomeno verso i Comuni della cintura ed è necessario governare per tempo questa evoluzione”.
Per Confcommercio occorre quindi un confronto coordinato tra i Comuni della Piana, a partire da Sesto Fiorentino, Calenzano, Scandicci e dai territori limitrofi, per monitorare l'andamento degli affitti brevi e definire una strategia condivisa.
“Questo tema lo avevamo già posto durante la fase elettorale – ricorda La Malfa – e oggi chiediamo alle amministrazioni di affrontarlo insieme. Serve una strategia comune, a livello metropolitano, che consenta di monitorare il fenomeno e di programmare per tempo l'offerta turistico-ricettiva, evitando che ogni territorio si trovi ad affrontare singolarmente le conseguenze di dinamiche che interessano l'intera area metropolitana”.
L'obiettivo, sottolinea Confcommercio, non è contrastare l'accoglienza turistica, ma favorire uno sviluppo equilibrato e capace di produrre ricadute positive sul territorio.
“Dobbiamo privilegiare forme professionali e strutturate di turismo – conclude La Malfa – capaci di generare occupazione e vera produzione di ricchezza, non il semplice sfruttamento del patrimonio immobiliare. La crescita turistica deve essere un'opportunità per l'intero territorio e per le sue imprese, dal commercio alla ristorazione fino ai servizi. Per questo riteniamo necessario muoversi subito, con una visione metropolitana e con strumenti di monitoraggio che permettano di intervenire prima che il fenomeno assuma dimensioni difficili da governare”.