«Sulla complessa vicenda Montedomini non intendiamo entrare nelle strumentalizzazioni politiche che, da una parte e dall'altra, rischiano di allontanare l'attenzione dal punto centrale. Vogliamo continuare a fidarci della sindaca Sara Funaro e della sua capacità di affrontare questa situazione con equilibrio e responsabilità. Ci aspettiamo ora che l'amministrazione faccia piena chiarezza, verificando nei dettagli quanto accaduto e soprattutto riconducendo la gestione del patrimonio pubblico dentro una visione coerente con le politiche per la residenzialità, con la tutela del tessuto economico e con l'idea di una Firenze capace di coniugare turismo, impresa e interesse pubblico».
È quanto sottolinea il direttore della Confcommercio fiorentina Franco Marinoni, intervenendo nuovamente sulla questione legata all’uso degli immobili di proprietà di Montedomini, dopo aver ribadito una prima volta l’importanza di ristabilire le regole della giusta concorrenza in ambito turistico.
«Non spetta a noi alimentare una contrapposizione politica né stabilire responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti – prosegue Marinoni –. Ciò che chiediamo, in nome e per conto degli imprenditori associati, è che si faccia chiarezza: sapere quali e quanti immobili siano stati destinati ad attività ricettive, con quali criteri siano stati assegnati, a quali società e a quali condizioni economiche. Se il patrimonio pubblico viene messo a disposizione del mercato privato, è giusto infatti che siano trasparenti le modalità e che sia verificato il beneficio per l'ente e, quindi, per la comunità che quell'ente è chiamato a servire».
«Allo stesso modo – continua il direttore di Confcommercio Firenze – ribadiamo un principio che ci sta particolarmente a cuore: se un'attività opera sul mercato turistico, pubblico o privato che sia il soggetto proprietario dell'immobile, le regole devono essere le stesse per tutti. Non possiamo accettare che le imprese ricettive siano chiamate a rispettare vincoli e adempimenti mentre, in situazioni analoghe, il patrimonio pubblico possa seguire percorsi differenti».
«Siamo convinti che questa vicenda debba essere l'occasione per fare ordine e, soprattutto, per voltare pagina. Il patrimonio pubblico deve tornare a essere pienamente coerente con le finalità di interesse generale e, quando viene valorizzato attraverso il mercato, deve farlo in condizioni di piena trasparenza e nell'interesse della collettività. L’Amministrazione ora deve assumersi il compito di lavorare alacremente per ripristinare quanto prima la piena equità etica, politica, sociale ed economica della gestione di Montedomini».