Opzione Donna è attualmente destinata alle lavoratrici che al 31 dicembre 2023 hanno almeno 35 anni di anzianità contributiva e almeno 61 anni di età, purché accettino il ricalcolo dell’assegno con regole integralmente contributive. Il requisito anagrafico dei 61 anni si riduce di un anno per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.
È necessario che la donna si trovi in una delle seguenti situazioni:
Dal punto di vista del calcolo del montante contributivo, il regime sperimentale Opzione Donna prevede il calcolo dell’assegno esclusivamente con il sistema contributivo, anche se i periodi di contribuzione versata si collocano in periodi interessati dal sistema retributivo o misto.
Di norma questo tipo di calcolo comporta una penalizzazione dell’assegno che può andare dal 25 al 35% circa dell’importo della pensione.
Sulla base della normativa che ha istituito il regime, ai fini del raggiungimento del requisito dei 35 anni sono utili:
Infine ricordiamo che per il principio della cristallizzazione del diritto alla pensione si può accedere al pensionamento anticipato anche successivamente alla scadenza del regime opzionale.
La Legge di Bilancio 2026 non ha previsto alcun rinnovo della misura, la cancellazione rappresenta l’epilogo di una storia che aveva già visto un progressivo restringimento della platea delle beneficiarie. La norma stabilisce però un principio di salvaguardia: chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024 mantiene il diritto acquisito e potrà accedere al trattamento anche negli anni successivi, cristallizzando di fatto la propria posizione previdenziale.
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