“Esprimiamo apprezzamento per il nuovo Decreto del Primo Maggio, che rafforza il ruolo della contrattazione collettiva e riconosce la funzione centrale delle parti sociali. In particolare, sono importanti gli interventi per incentivare l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro di giovani e donne, così come le misure sul salario giusto che contrastano il dumping contrattuale e valorizzano i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative”. È questo il commento del direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni, all’indomani dell’approvazione del decreto lavoro da parte del Governo.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri con uno stanziamento complessivo di circa 934 milioni di euro, interviene su più fronti con l’obiettivo di aumentare la qualità dell’occupazione, sostenere le categorie più esposte e contrastare le nuove forme di sfruttamento. Su tutte, rafforza il ruolo delle parti sociali nella definizione degli equilibri retributivi anche attraverso una disciplina più chiara dei rinnovi contrattuali e dei meccanismi di tutela economica nei periodi di vacanza contrattuale. “È fondamentale che gli incentivi pubblici siano riservati esclusivamente alle imprese che applicano i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative – sottolinea Marinoni - È una scelta di equità e di sistema, che consente di contrastare concretamente il dumping contrattuale, tutelare i lavoratori e garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese”.
Tra gli elementi più rilevanti spiccano inoltre gli incentivi all’occupazione, con una serie di misure di decontribuzione che prevedono esoneri fino al 100% dei contributi per le assunzioni a tempo indeterminato. In particolare, il decreto introduce bonus dedicati alle donne svantaggiate, ai giovani under 35 e alla stabilizzazione dei contratti a termine, con un’attenzione specifica alle aree del Mezzogiorno e alle zone economicamente più fragili. Sul fronte del salario, il decreto ribadisce il valore dei contratti collettivi nazionali come riferimento per la definizione della retribuzione, escludendo di fatto il ricorso a contratti “pirata” e promuovendo una concorrenza più equa tra le imprese.
Il decreto introduce misure contro il caporalato digitale, con identificazione certa sulle piattaforme e maggiore trasparenza sugli algoritmi. Prevede inoltre incentivi per le imprese che investono in welfare e conciliazione vita-lavoro, oltre alla possibilità di destinare il TFR alla previdenza complementare nel primo semestre 2026. “Si tratta di un provvedimento che va nella giusta direzione perché rafforza il lavoro di qualità e riconosce il valore della rappresentanza, ma sarà fondamentale proseguire su questa strada con un confronto continuo e strutturato con le parti sociali, per sostenere davvero la crescita delle imprese e dell’occupazione”, conclude il direttore di Confcommercio Toscana.