Sindacati

Pubblici esercizi, il cronoprogramma delle riaperture

Un utile vademecum per ricordare le regole e le novità introdotte dal decreto legge n.65, pubblicato il 18 maggio scorso, per il settore di bar, ristoranti e simili. Calendario alla mano, puoi scoprire con immediatezza come cambiano le restrizioni, cosa puoi fare o (ancora) non fare, in base alla classificazione di rischio regionale (bianca, gialla, arancione o rossa). Per ogni chiarimento o informazione, contatta la segreteria territoriale Fipe-Confcommercio Firenze: telefono 055 2036946, email fipe@confcommercio.firenze.it

Un utile vademecum per ricordare le regole e le novità introdotte dal decreto legge n.65, pubblicato il 18 maggio scorso, per il settore di bar, ristoranti e simili. Calendario alla mano, puoi scoprire con immediatezza come cambiano le restrizioni, cosa puoi fare o (ancora) non fare, in base alla classificazione di rischio regionale (bianca, gialla, arancione o rossa). Per ogni chiarimento o informazione, contatta la segreteria territoriale Fipe-Confcommercio Firenze: telefono 055 2036946, email fipe@confcommercio.firenze.it

Apertura bar e ristoranti e calo dei contagi: per Fipe-Confcommercio "La fine di un luogo comune"

Il presidente di Fipe-Confcommercio Toscana Aldo Cursano: “dati alla mano, possiamo finalmente dimostrare che i nostri locali non sono luoghi di contagio. Apprezziamo il segnale che il Governo Draghi ha voluto dare al Paese e al sistema economico, perché finalmente abbiamo delle date per programmare le riaperture, ma ci aspettavamo un po' più di coraggio. La ripartenza completa del lavoro solo dal 1° giugno è insufficiente perché in questa situazione di crisi anche pochi giorni possono fare la differenza”. Il settore dei pubblici esercizi esce devastato dalla pandemia: nel 2020 la Toscana ha perso circa tre miliardi di euro di fatturato, oltre 20mila posti di lavoro (20.548) e un migliaio di imprese (973).  

Il presidente di Fipe-Confcommercio Toscana Aldo Cursano: “dati alla mano, possiamo finalmente dimostrare che i nostri locali non sono luoghi di contagio. Apprezziamo il segnale che il Governo Draghi ha voluto dare al Paese e al sistema economico, perché finalmente abbiamo delle date per programmare le riaperture, ma ci aspettavamo un po' più di coraggio. La ripartenza completa del lavoro solo dal 1° giugno è insufficiente perché in questa situazione di crisi anche pochi giorni possono fare la differenza”. Il settore dei pubblici esercizi esce devastato dalla pandemia: nel 2020 la Toscana ha perso circa tre miliardi di euro di fatturato, oltre 20mila posti di lavoro (20.548) e un migliaio di imprese (973).  

Firenze, sabato 1° maggio apertura straordinaria dei mercati rionali

La soddisfazione di Fiva-Confcommercio e Anva-Confesercenti: “accolta la nostra richiesta, non c’è miglior modo di celebrare la festa dei lavoratori che lavorando, dopo mesi di attività ferma o a singhiozzo”

La soddisfazione di Fiva-Confcommercio e Anva-Confesercenti: “accolta la nostra richiesta, non c’è miglior modo di celebrare la festa dei lavoratori che lavorando, dopo mesi di attività ferma o a singhiozzo”

Ambulanti, "vogliamo lavorare e possiamo farlo in sicurezza"

Ampia partecipazione all’iniziativa congiunta #SALVIAMOGLIAMBULANTI, che si è svolta lunedì 19 aprile a Firenze. Gli ambulanti toscani in piazza della Signoria per rivendicare la messa in sicurezza delle loro imprese, oltre 15mila in Toscana, fiaccate da 14 mesi di attività a singhiozzo o, nel caso dei fieristi e di chi opera nei mercati turistici, praticamente cancellata dai provvedimenti di gestione dell’emergenza pandemica. Oltre a chiedere la riapertura completa di mercati e fiere in qualunque fascia di colore, gli ambulanti uniti hanno nuovamente chiesto ristori adeguati a compensare le perdite subite e il congelamento delle uscite, come l’esenzione dal pagamento di suolo pubblico e Tari e la sospensione dei versamenti contributivi fino al 31.12.2021, poi l’esenzione dal Durc per il 2021. Necessario anche, per la categoria, il rinnovo delle concessioni fino al 2032, per dare stabilità e futuro al settore.

Ampia partecipazione all’iniziativa congiunta #SALVIAMOGLIAMBULANTI, che si è svolta lunedì 19 aprile a Firenze. Gli ambulanti toscani in piazza della Signoria per rivendicare la messa in sicurezza delle loro imprese, oltre 15mila in Toscana, fiaccate da 14 mesi di attività a singhiozzo o, nel caso dei fieristi e di chi opera nei mercati turistici, praticamente cancellata dai provvedimenti di gestione dell’emergenza pandemica. Oltre a chiedere la riapertura completa di mercati e fiere in qualunque fascia di colore, gli ambulanti uniti hanno nuovamente chiesto ristori adeguati a compensare le perdite subite e il congelamento delle uscite, come l’esenzione dal pagamento di suolo pubblico e Tari e la sospensione dei versamenti contributivi fino al 31.12.2021, poi l’esenzione dal Durc per il 2021. Necessario anche, per la categoria, il rinnovo delle concessioni fino al 2032, per dare stabilità e futuro al settore.

Contributi a fondo perduto a favore dell’Artigianato Artistico

Le domande sono presentabili dal 16 al 30 aprile.  Il contributo sarà pari a 2.500 euro per ciascuna impresa richiedente. Tra i criteri da rispettare, avere sede in Toscana e aver subito una perdita di almeno il 30% dei corrispettivi nel confronto tra 2020 e 2019. 

 

Le domande sono presentabili dal 16 al 30 aprile.  Il contributo sarà pari a 2.500 euro per ciascuna impresa richiedente. Tra i criteri da rispettare, avere sede in Toscana e aver subito una perdita di almeno il 30% dei corrispettivi nel confronto tra 2020 e 2019. 

 

#SALVIAMOGLIAMBULANTI

“Vogliamo lavorare e lo possiamo fare in sicurezza”. Lunedì 19 aprile a Firenze l’iniziativa congiunta Anva Confesercenti Toscana e Fiva Confcommercio Toscana.

“Vogliamo lavorare e lo possiamo fare in sicurezza”. Lunedì 19 aprile a Firenze l’iniziativa congiunta Anva Confesercenti Toscana e Fiva Confcommercio Toscana.

Mutui casa, come cambiano in tempo di Covid

Fimaa-Confcommercio Firenze organizza per gli agenti immobiliari associati un seminario on line per spiegare come è cambiato l’atteggiamento delle banche durante la pandemia. Appuntamento a martedì 27 aprile alle ore 14.30 sulla piattaforma Zoom. Per ricevere il link, scrivere a l.biagiotti@confcommercio.firenze.it 

Fimaa-Confcommercio Firenze organizza per gli agenti immobiliari associati un seminario on line per spiegare come è cambiato l’atteggiamento delle banche durante la pandemia. Appuntamento a martedì 27 aprile alle ore 14.30 sulla piattaforma Zoom. Per ricevere il link, scrivere a l.biagiotti@confcommercio.firenze.it 

Fiva Toscana: “ambulanti allo stremo, riaprite i mercati”

13mila imprese toscane, delle quali quasi diecimila costrette a chiudere in zona rossa. “Se non moriamo di Covid moriamo di fame”, dice Rodolfo Raffaelli, presidente degli ambulanti toscani pronti a scendere in piazza per protestare. “I mercati”, aggiunge il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, "si svolgono all’aria aperta e adottano le misure antiCovid. Fare la spesa lì non può essere più pericoloso che farla al supermercato”. “Più che questione di sicurezza, è diventata una questione di giustizia sociale e di concorrenza leale”, aggiunge Tatiana Di Mambro, nel consiglio direttivo regionale e nazionale di Fiva-Confcommercio, “non si capisce questo accanimento contro la nostra categoria, questo volerci fiaccare nello spirito, togliere ogni dignità. So di colleghi che si sono rivolti alla Caritas per mangiare. Nel 2020 abbiamo perso una media del 50% di fatturato, con punte fino al 90% nel caso dei fieristi o di chi lavorava con i turisti nelle città d’arte. I ristori? Chi ha perso più del 30% del fatturato ha avuto solo mille euro… ”. 

13mila imprese toscane, delle quali quasi diecimila costrette a chiudere in zona rossa. “Se non moriamo di Covid moriamo di fame”, dice Rodolfo Raffaelli, presidente degli ambulanti toscani pronti a scendere in piazza per protestare. “I mercati”, aggiunge il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, "si svolgono all’aria aperta e adottano le misure antiCovid. Fare la spesa lì non può essere più pericoloso che farla al supermercato”. “Più che questione di sicurezza, è diventata una questione di giustizia sociale e di concorrenza leale”, aggiunge Tatiana Di Mambro, nel consiglio direttivo regionale e nazionale di Fiva-Confcommercio, “non si capisce questo accanimento contro la nostra categoria, questo volerci fiaccare nello spirito, togliere ogni dignità. So di colleghi che si sono rivolti alla Caritas per mangiare. Nel 2020 abbiamo perso una media del 50% di fatturato, con punte fino al 90% nel caso dei fieristi o di chi lavorava con i turisti nelle città d’arte. I ristori? Chi ha perso più del 30% del fatturato ha avuto solo mille euro… ”. 

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