Sindacati

Pubblici esercizi, in provincia di Firenze il 35% dei lavoratori dipendenti regionali

Un lavoratore su tre del comparto somministrazione opera in un bar o ristorante di Firenze e provincia. Gli uomini sono più delle donne (10.546 contro 8.331). Il 74,7% (14.109) ha un contratto a tempo indeterminato, il 53,1% (10.015) è a part time. Sul fronte della nazionalità, 12.258 addetti (il 64,9%) sono italiani, mentre 6.619 sono stranieri. Questo il quadro dell’occupazione emerso oggi (martedì 15 maggio 2018) nel corso del seminario sul nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore, organizzato a Firenze da Fipe (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi), Confcommercio Firenze, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Firenze e Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro SU up Firenze.

In Toscana, un lavoratore su tre del comparto della somministrazione è operativo in un bar o ristorante di Firenze e provincia. Un “esercito” di 18.877 dipendenti, il 35,4% degli addetti regionali 

del comparto, che sono 53.252. A livello provinciale, gli uomini sono più delle donne (10.546 contro 8.331). Il 74,7% (14.109) ha un contratto a tempo indeterminato, il 53,1% (10.015) è a part time. Sul fronte della nazionalità, 12.258 addetti (il 64,9%) sono italiani, mentre 6.619 sono stranieri. 

A livello regionale, invece, dei 53.252 dipendenti da pubblici esercizi 36.581 sono a tempo indeterminato (il 68,7%) e 4.657 stagionali (l'8,7%). I contratti part time sono 31.750, il 59,6%. Le donne impiegate nella ristorazione a livello regionale sono 27.594 (il 51,8%), mentre i lavoratori di nazionalità straniera sono 15.500 (il 29,1%). 

 

È questo lo scenario complessivo dell’occupazione nel “fuori casa” toscano emerso oggi (martedì 15 maggio 2018) nel corso del seminario dedicato al nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto somministrazione, organizzato da Fipe (Federazione Italia Pubblici Esercizi) nazionale con la collaborazione di Confcommercio Firenze, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Firenze e Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro SU up Firenze. Oltre 250 persone hanno partecipato ai lavori nell’auditorium della Camera di Commercio di Firenze, moderati dal direttore della Confcommercio Toscana Franco Marinoni e aperti dagli interventi del presidente di Confcommercio Firenze e di Fipe Toscana Aldo Cursano, del presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Firenze Moreno Panchetti e della presidente Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro Up Firenze Brunella Calonaci. Per la parte tecnica sono intervenuti il capo della delegazione Fipe per il rinnovo contrattuale Riccardo Orlandi e il direttore dell’Area sindacale di Fipe Silvio Moretti.

 

Il nuovo contratto nazionale di lavoro, firmato nel febbraio scorso da Fipe, Angem (associazione nazionale delle aziende della ristorazione collettiva), Legacoop Produzione e Servizi per la parte datoriale e per la parte sindacale da Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs Uil, interessa tutti i lavoratori dipendenti di bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, mense scolastiche ospedaliere e aziendali, grandi aziende della ristorazione commerciale multi localizzata, imprese della ristorazione collettiva, cooperative della ristorazione, stabilimenti balneari, discoteche e sale giochi. 

 

Tra i punti principali dell'accordo figurano un aumento in busta paga di 100 euro a regime, rafforzamento dell'assistenza sanitaria integrativa, durata quadriennale e importanti innovazioni mirate al recupero di produttività. A fronte del proliferare di forme di dumping contrattuale, ovvero di contratti firmati senza un'adeguata rappresentanza, il nuovo ccnl siglato da Fipe mette in evidenza l'importanza di allargare gli strumenti di welfare per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi nel settore. A questo proposito, il nuovo accordo ribadisce l'obbligatorietà all'iscrizione al fondo di assistenza sanitaria integrativa Fondo Est delle aziende che applicano il contratto e stabilisce il diritto irrinunciabile dei lavoratori all'erogazione delle prestazioni sanitarie fornite dal Fondo stesso. I dipendenti iscritti ad oggi al Fondo Est per l'assistenza sanitaria integrativa sono 8.989 nel territorio di Firenze e provincia (con una copertura del 63,7%), 1.362 le imprese.

“Questo è il primo contratto specifico firmato per gli addetti della ristorazione. Una grande conquista per il settore, che in Italia garantisce livelli occupazionali importanti”, ha sottolineato il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni in apertura del convegno, “è un documento importante, che è servito a risolvere alcuni impasse che bloccavano le imprese e che ora potrà dare nuovo slancio all’economia dei pubblici esercizi. È stato siglato con reciproca soddisfazione dei lavoratori e delle imprese, perché a fronte di un aumento economico di 100 euro a regime, calcolato al IV livello, sono stati aggiunti elementi di produttività ed elasticità che con il cambiamento che ha avuto il mercato in questo periodo erano per noi indispensabili”. 

 

“Negli ultimi anni elementi come la crisi dei consumi, la competizione esasperata, l’alto turn over delle imprese, le chiusure, le entrate che spesso superavano le uscite hanno messo in crisi il modello che fino ad allora aveva governato lo sviluppo dei pubblici esercizi, che sono “la casa fuori casa” degli italiani, fiore all’occhiello del nostro stile di vita”, ha detto nel suo intervento il presidente della Confcommercio fiorentina Aldo Cursano, che per Fipe-Confcommercio ha il doppio incarico di vicepresidente vicario nazionale e presidente regionale della Toscana, “o si metteva in discussione il vecchio contratto o si rischiava di soccombere al modello del fast food, dove l’eliminazione della forza-lavoro, quindi dei servizi ai clienti, rappresenta per così dire il core-business. Finalmente, dopo lunghe trattative, tutte le parti sociali hanno compreso questa necessità e il nuovo contratto, a differenza degli altri nati in genere intorno all’unica discussione sull’aumento salariale, si è sviluppato intorno a tre elementi funzionali per il sostegno alle imprese e all’occupazione: produttività, flessibilità e competitività”.