Crisi del terziario, Confcommercio scrive a Prefetto e Sindaco di Firenze

Il presidente della Confcommercio della provincia di Firenze Aldo Cursano e il direttore generale Franco Marinoni oggi, 7 aprile 2021, hanno inviato una lettera a doppia firma al Prefetto e al Sindaco di Firenze per chiedere che si facciano interpreti presso il Governo del grave stato di difficoltà in cui versano le imprese, costrette a chiudere per decreto (dal momento che la Toscana è zona rossa), mentre i dati sui contagi non accennano a diminuire:

 

" ... ci rivolgiamo a Lei per significare le non più sostenibili difficoltà delle imprese che per decreto devono restare chiuse quando, nel mentre, i dati sui contagi non accennano a diminuire.

Nessuno più di noi ha a cuore la tutela della salute, la nostra, quella dei nostri collaboratori e dei clienti, avendo da sempre osservato tutte le disposizioni sui protocolli anti contagio, ma troviamo illogico che alcune tipologie di impresa non possano restare aperte.

 

Facciamo riferimento, ad esempio, alle attività per la vendita di abbigliamento e scarpe per adulti che non possono aprire, non comprendendo quale rischio di contagio diverso potrà mai esservi rispetto alle analoghe attività per bambini che invece possono lavorare, oltre ai mobilieri, agli orafi e alle gioiellerie, attività per le quali non è pensabile vi sia assembramento.

 

Stesso discorso per il commercio su area pubblica. Gli operatori del settore svolgono la propria attività all’aria aperta, adottano le misure utili al contenimento del contagio, come il distanziamento, i percorsi obbligati e il contingentamento dei clienti, l’apertura dei banchi da un solo lato per evitare assembramenti, la sanificazione.

 

Non si riesce a comprendere come fare la spesa al mercato possa essere più pericoloso che farla in un supermercato della grande distribuzione, o utilizzare un mezzo di trasporto pubblico, come pure perché talune attività consentite nel caso del commercio in sede fissa (abbigliamento e calzature per bambini, mesticherie, ferramenta, prodotti per la persona e per la casa), non siano consentite nel caso del commercio su area pubblica.

 

Tali decisioni non hanno una spiegazione logica e chiediamo cortesemente il Suo autorevole intervento, affinché le nostre motivazioni possano essere trasmesse al Governo, auspicando vi sia un ripensamento sulle misure ad oggi adottate.

 

Con i più distinti saluti.

 

Franco Marinoni, direttore generale

Aldo Cursano, presidente "