Covid-19, tra diritto alla salute e tutela della privacy

Il Garante per la Protezione dei Trattamento dei dati personali chiarisce in un utile vademecum quali comportamenti deve tenere il datore di lavoro nei confronti di un dipendente, in relazione al piano vaccinale antiCovid

L’emergenza pandemica in cui viviamo ormai da un anno ha portato a galla con urgenza la necessità di trovare un bilanciamento tra interessi di salute pubblica e diritti fondamentali collegati alla privacy. 

 

Il dilemma si pone anche all’interno dei contesti lavorativi: quali sono i comportamenti leciti per un datore di lavoro? Ad esempio, fino a dove possono spingersi le sue richieste nei confronti di un dipendente, in relazione al piano vaccinale antiCovid 19?

 

A questi e altri dubbi risponde ora, nell’attesa di un intervento del legislatore nazionale, il Garante per la Protezione dei Trattamento dei dati personali. Lo fa con un utile vademecum che chiarisce, per esempio, che il datore di lavoro non può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione né può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati. 

 

Nel vademecum si specifica anche se un datore di lavoro possa o no richiedere la vaccinazione come condizione per l’accesso ai luoghi di lavoro o lo svolgimento di determinate mansioni, per esempio in ambito sanitario.

 

Per ulteriori informazioni e chiarimenti, contattare la Confcommercio di Firenze (Ufficio Privacy e Sicurezza)

 

Scarica il pdf “Trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo” 

 

INFORMAZIONI

Confcommercio di Firenze - Ufficio Privacy e Sicurezza

resp. Ing. Elisa Poggiali 

email e.poggiali@confcommercio.firenze.it

tel. 055 2036928 - mob. 393 9030584